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Prima di cominciare...

La cosiddetta "Cookie Law" e la normativa europea: l'ennesimo svarione burocratico.

Nel dubbio, compare magicamente l'informativa in homepage.

 

Benvenuti nella pagina ufficiale del Capitolo Italiano del TST, ovvero The Satanic Temple.

Come ogni sito, almeno in teoria, dovrà fare d'ora in poi, anche il sito del Capitolo Italiano del TSTsi adegua a quella nuova direttiva,finora abbastanza nebulosa e contorta, che viene chiamata "Cookie Law". Che cos'è, e come funziona (o dovrebbe funzionare)?

Da maggio 2011 è stata deliberata dal parlamento Europeo, tecnicamente per salvaguardarne la privacy, una legge relativa all'obbligo da parte dei siti web di richiedere il permesso agli utenti per utilizzare cookies. Questa cosiddetta EU Cookie Law (legge europea sui cookies), è un confusionario riassunto di alcune precedenti direttive, a partire dal 2002, sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

 

L'Italia ha approvato la legge con il decreto legislativo 69/2012 e 70/2012 ed è in vigore dal 1 giugno 2012, buon'ultima e in modo parecchio arraffazzonato.

La Direttiva dell'UE sulla ePrivacy 2009/136/CE, assieme alle sue successive implementazioni, impone ai gestori di siti web dell'Unione Europea l'obbligo di ottenere il consenso esplicito dagli utenti, prima di impostare cookie diversi da quelli ritenuti strettamente necessari nel browser degli utenti.

E qua casca l'asino: cosa si intende per "gestori dei siti"? I proprietari, oppure le aziende di hosting?

Nel dubbio, la legge indica come "gestore" chi abbia comprato e messo in linea il dominio.

 

Questo porta a farsi una domanda, in apparenza semplice ma non così scontata. Cosa sono i cookies?

Molto semplice: sono piccoli file ti testo che svolgono varie funzioni relative alla memorizzazione della fruizione di un sito da parte degli utenti finali. Ve ne sono essenzialmente di tre tipi:

 

  • cookies tecnici: di puro e semplice funzionamento del sito, non memorizzano granchè, al massimo qualche password sul terminale dell'utente per non doverla riscrivere ogni volta.

In questo caso non c'è bisogno di richiedere autorizzazioni, in quanto non vengono raccolti dal sito dati relativi all'utente.

 

  • cookies analitici: propri (sviluppati dal gestore) o di terze parti, sono assimilabili a quelli tecnici, a patto che non generino un'attività di profilazione del cliente, soprattutto destinata ad un uso commerciale. Ad esempio, se raccolgono dati in forma anonima, senza memorizzare l'indirizzo IP dell'utente, sono parificabili a cookies tecnici, e vanno gestiti allo stesso modo.

In questo caso è necessario che il sito rimandi ad un'informativa estesa che spieghi dettagliatamente di che cookies fa uso, e per quali motivi.

 

  • cookies di profilazione: è esattamente a questi che la legge, pur se confusionaria e malscritta, si rivolge. Sarà capitato spesso di ritrovarsi a visualizzare, dopo un tot di tempo che si è visitato un certo sito, pubblicità tanto mirate quanto fastidiose, relative (guardacaso) ai nostri gusti. Questo è il risutlato dell'attività dei cookies di profilazione, sia propri che di terze parti: ed è proprio per cercare di arginare questa fastidiosa pratica che la cosiddetta "Cookies Law" impone l'utilizzo di un banner (altrettanto fastidioso...) che deve avvertire gli utenti della presenza di questi antipatici files... banner che, ovviamente, deve comparire assieme all'informativa estesa di cui sopra.

Se poi questi cookies si definiscono "di prima parte", cioè quelli SVILUPPATI DIRETTAMENTE DAL GESTORE DEL SITO, è necessario anche darne la debita notifica al Garante per la Privacy, ovviamente per la modica cifra di 150 euro. La solita gabbata per cercare di raccattare soldi? Probabilmente sì, a giudicare da come è stata impostata questa legge.

Quelli invece definiti "di terze parti", cioè sviluppati da aziende ESTERNE, che si appoggiano ai siti per promuovere i loro servizi, devono essere notificati dalle aziende stesse, non dal gestore del sito su cui si trovano, ad esempio, dei widget social (tipico l'esempio del pulsante "mi piace" di Facebook).

 

 

 

Ad ogni modo, veniamo a noi: questo sito, per come è attualmente impostato, NON EFFETTUA ALCUNA ATTIVITA' DI PROFILAZIONE DEGLI UTENTI.

NON VI SONO ISCRIZIONI DA FARE, AREE RISERVATE, QUINDI NEMMENO LA NECESSITA' DI MEMORIZZARE UNA BANALE PASSWORD.

PERTANTO NON VENGONO EMESSI COOKIES DI PROFILAZIONE DI UTENTI E VISITE, CHE COMPORTEREBBERO LA RICHIESTA DI APPROVAZIONE DEGLI UTENTI AL LORO USO, CHE SIANO PROPRI O DI TERZE PARTI. LA PRESENTE VALE COME INFORMATIVA RELATIVA AL SITO.

 

SU QUESTO SITO SI TROVERANNO ANCHE VARI LINK A SITI ESTERNI, PER VARIE RAGIONI: SITI CHE HANNO LE LORO POLITICHE RELATIVE ALLA PRIVACY ED AI COOKIES.

IL TST, PERTANTO, NON SI ASSUME RESPONSABILITA' DI ALCUN GENERE RELATIVAMENTE AI COOKIES EMESSI DA SITI TERZI, INVITANDO GLI UTENTI A VISIONARE LE LORO INFORMATIVE. CONDIVIDERE UN ARTICOLO O UN LINK NON EQUIVALE AD AVERE IL CONTROLLO DEI SITI IN QUESTIONE.

 

ALLO STESSO MODO, GLI EVENTUALI COOKIES DI PROFILAZIONE EMESSI DAI PULSANTI SOCIAL IN FONDO ALLE PAGINE SUCCESSIVE, VENGONO RILASCIATI SOLO IN CASO CHE QUESTI SIANO EFFETTIVAMENTE UTILIZZATI: QUINDI, NEL DUBBIO, NON USATELI.

UTILIZZARLI SIGNIFICA ACCONSENTIRE ALL'USO DA PARTE LORO DI EVENTUALI COOKIES DI PROFILAZIONE DI TERZE PARTI.

Non vi piace questa pagina? Non vi fidate, o non volete avere il dubbio di ritrovarvi qualche cookie sul vostro pc?

Nessun problema: fino a qua siete ancora "puliti". Se ritenete, tornate indietro oppure usate questo link. www.google.com.

 

Se invece non avete problemi, potete benissimo proseguire con l'esplorazione del sito del TST Italiano.

Buona navigazione.